DALLA PARTE DEI CITTADINI

CONGRESSO NAZIONALE IDV: mozione Abruzzo

Nelle ultime elezioni regionali, svoltesi a dicembre 2008 in Abruzzo, i cittadini che hanno esercitato il loro diritto al voto sono stati soltanto il 52% degli aventi diritto. Questo dato preoccupante, per noi, è stato il sintomo di una ribellione e di un fastidio per la politica e per le forze politiche che, esplosa in occasione dell’emergenza morale, trova le sue radici nelle difficoltà con cui tanti cittadini sono quotidianamente alle prese, e nella loro diffidenza motivata sui comportamenti e sulle azioni interessate adottati dalla politica di professione.
La straordinaria missione del nostro congresso sarà proprio quella non più di domandare agli addetti ai lavori cosa può offrire di nuovo la politica al paese, alla società, ai cittadini…, ma di scoprire insieme cosa chiedono i cittadini, il mondo globalizzato e localizzato alla politica.
Abbiamo per questo due responsabilità chiare. La prima: il progetto dell’Idv riguarda tutti. Compresi coloro che non vi aderiscono o non l’hanno votato. Per l’ovvia ragione che la sua affermazione e il suo rafforzamento sono utili non solo per rendere meno fragile e contraddittorio l’attuale bipolarismo, ma soprattutto per contrastare una deriva democratica di cui ogni giorno si fanno più inquietanti i sintomi.
La seconda: continuare a strutturare il nostro Partito con organismi politici partecipativi, cioè allargati, aperti, inclusivi, flessibili, leggeri, trasparenti, che facciano della partecipazione dal basso e della cittadinanza attiva il fulcro del principio costituzionale, secondo il quale ognuno può concorrere con metodo democratico a determinare la politica ad ogni livello.
Negli ultimi due anni la regione Abruzzo è stata travolta da gravissime vicende giudiziarie, che hanno delineato un tessuto politico-economico devastato da connivenze criminali, corruzione imperante e inefficienze gravi e che hanno sconvolto gli equilibri politici e reso centrale il ruolo del nostro partito.
L’Idv ha rappresentato e rappresenta una risposta forte al bisogno di moralità e alla crisi di democrazia. Una crisi profonda. Una crisi che ha prodotto ferite profonde nella nostra regione e nella nostra società, allargando lo spazio delle ingiustizie, delle disuguaglianze, delle povertà. Contrapponendo in modo intollerabile libertà e solidarietà, sviluppo e coesione sociale, diritti e doveri e rendendo insopportabile il divario tra garantiti e non garantiti.
Condividendo la linea politica intrapresa da tempo dal nostro Presidente, On. Di Pietro, quello che ci aspettiamo e vogliamo contribuire a far crescere, è dunque un partito profondamente riformista, radicato e dunque rappresentativo dell’intera società nazionale e locale, capace di declinare al futuro le sue diverse culture democratiche, e di costruire su queste basi la sfida alla destra.
Un partito che, nel quadro della democrazia bipolare dell’alternanza, rappresenti il soggetto riformatore capace di mettere in campo, con pari dignità, una proposta di governo nazionale, regionale e locale competitiva e una nuova alleanza in grado non solo di vincere ma di governare e amministrare.
Un partito laico e plurale che fa della contaminazione tra le visioni del mondo e le culture politiche una straordinaria occasione di arricchimento reciproco e un argine efficace contro tutti gli integralismi, siano essi religiosi o, ancora più gravi, ideologici.
L’Abruzzo, come il resto del nostro Paese, vive una fase storica molto difficile, caratterizzata da una condizione di emergenza sul piano economico, sociale e morale, accentuata dal dramma del terremoto che ha sconvolto la città di L’Aquila e un vasto territorio comprensoriale.
Il terremoto del 6 Aprile 2009 ha distrutto la città capoluogo di Regione e tanti Comuni, ma ha anche messo seriamente in crisi il tessuto sociale ed economico, producendo un ulteriore e grave indebolimento delle capacità produttive ed occupazionali di un territorio in difficoltà già prima del sisma.
L’Idv ritiene che la ricostruzione - che deve fare i conti con una gestione centralistica, mediatica e discrezionale, carente di informazione e di trasparenza - sia una questione non solo regionale, ma nazionale e debba, pertanto, vedere impegnate tutte le Istituzioni e le Forze Politiche.
Il progetto di rinascita della città deve essere inquadrato dentro un disegno più ampio ed articolato non solo sul piano provinciale e regionale, e deve perseguire ed esaltare gli obiettivi caratterizzanti: identità, ricostruzione, sviluppo.
Per noi dell’Idv, la ricostruzione dell’Aquila deve essere intesa come diritto alla rinascita e non all’assistenza e deve corrispondere, da una parte, ad un’idea progettuale definita dalle forze economiche, sociali, culturali e politiche del territorio e non subita da poteri eterodiretti, e dall’altra ai requisiti di legalità e di qualità, trasformando le macerie da ostacoli o affari, in risorse per un nuovo sviluppo sostenibile. Uno degli obiettivi strategici è rappresentato dalla candidatura dell’Aquila a Capitale Europea della Cultura nel 2019, che l’Idv ha proposto in un convegno pubblico e che il Consiglio regionale ha approvato con un emendamento Idv.
Rilanciare la vocazione culturale della città dell’Aquila significa avviare la ricostruzione pensando ad un progetto di sviluppo ambizioso ed identitario, significa trasformare una tragedia collettiva in una grande opportunità di crescita economica e di cambiamento per tutta la Regione.
Oltre ai progetti, però, c’è necessità di strumenti di garanzia e di verifica per assicurare trasparenza ed efficacia degli interventi, considerato che la vicenda del terremoto, con tutti i problemi connessi alla ricostruzione ed alla gestione dei finanziamenti, si svilupperà in un arco temporale di molti anni.
A tal fine, è opportuno che il Partito preveda l’istituzione del Dipartimento Nazionale per la ricostruzione post terremoto: i motivi sono diversi e tutti ugualmente importanti.
La ricostruzione edilizia, economica sociale e culturale della città richiederà uno sforzo ingente e lungo nel tempo che ha bisogno di sostegno non solo finanziario ma anche di pensiero, con il contributo di esperienze e competenze di altre regioni. Il Dipartimento è uno strumento che ne consentirebbe il coordinamento, che può e deve anche riflettere sul grande tema della prevenzione sismica, attraverso una serie di iniziative volte a diffondere la cultura edilizia e comportamentale della sicurezza visto che l’Italia è un paese in grande percentuale ad elevato rischio sismico. Il Dipartimento, infine, potrà svolgere anche un compito di controllo e vigilanza sull’utilizzo dei finanziamenti per la ricostruzione, tenendo alto il senso di responsabilità nell’interesse esclusivo dei cittadini.
Un partito che si pone come alternativa di governo deve dare il giusto peso al settore Istruzione, Università e Ricerca perché si tratta di un settore strategico per le moderne società democratiche che si muovono sempre più nella direzione del sapere e della conoscenza. Istruzione, Universita’ e ricerca sono il ponte naturale che a partire dalla trasmissione di cultura, competenze e professionalità crea un forte collegamento con il mondo del lavoro.
E l’emergenza lavoro dovrà essere una delle priorità del nostro programma politico. In Abruzzo, la CIG è aumentata del 439%, l’indennità di disoccupazione del 68%, la mobilità del 15%. Il complesso degli ammortizzatori sociali più importanti, nel periodo gennaio-dicembre 2009, ha raggiunto in Abruzzo la cifra di 36.250 unità. Aumenta la mortalità delle piccole e medie imprese.
“Dalla parte dei cittadini” significa soprattutto dalla parte dei soggetti più deboli e meno tutelati, ossia di coloro che, a prescindere dalla categoria alla quale appartengono, lavoratori dipendenti o autonomi, lavoro femminile, professionisti o piccoli imprenditori, necessitano del sostegno e dell’azione concreta delle Istituzioni.
Nell’«Italia dei Valori», il lavoro è e dovrà essere un «Valore».
E noi vogliamo affrontare i temi del lavoro senza posizioni ideologiche precostituite e attraverso un approccio pragmatico in grado di analizzare i complessi cambiamenti del mercato del lavoro e prestare ascolto alle esigenze dei diversi protagonisti del sistema economico. Una forte attenzione è rivolta a quelle nuove e sempre più diffuse figure di precariato che, per la loro incerta configurazione giuridica ed economica, restano spesso prive di tutela.
L’Italia dei Valori dovrà farsi carico anche dei problemi più contingenti ed immediati legati alle diffuse crisi aziendali che negli ultimi mesi stanno lasciando drammaticamente senza reddito numerosi lavoratori dipendenti, oltre a mettere in seria difficoltà la complessa realtà industriale del nostro Paese. Senza trascurare altri drammi quali le “morti bianche”, legate troppo spesso al mancato rispetto delle norme sulla sicurezza dei luoghi di lavoro, e lo sfruttamento illegale e disumano dei lavoratori immigrati.
L’azione scellerata del Governo, pur omettendo di intervenire direttamente sull’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, mira a svuotare dall’interno l’impianto normativo di tutela dei lavoratori, e il risultato è quello di lasciare il lavoratore ancora più solo nella dinamica dei rapporti di forza con il datore di lavoro, cui viene attribuita la facoltà di deroghe peggiorative rispetto a leggi e contratti collettivi, che minano alla radice l’ispirazione costituzionale del nostro diritto del lavoro.
Il territorio dell’Abruzzo è cosparso anche di una miriade di aziende agricole che sono un elemento vitale per la nostra economia e che vivono oggi le difficoltà sia del mercato internazionale e sia di una crisi di rappresentanza politica. Il nostro obiettivo sarà anche quello di dare voce a una quota del Paese lasciata all’abbandono, aiutandola a reagire meglio ai segnali del mercato e a far fronte alle nuove sfide, avanzando proposte di modernizzazione e semplificazione delle politiche agricole comunitarie ed eliminando le inutili restrizioni attualmente vigenti nei confronti degli agricoltori.
La crisi economica, per noi, non può significare riduzione dello stato sociale, come vorrebbe il centro-destra, ma con essa occorre fare i conti per ripensare il sistema dei servizi offerto ai cittadini.
La nostra tradizione culturale sostiene che un sistema economico è tanto più giusto quanto più è capace di favorire la redistribuzione della ricchezza dalla comunità nazionale.
Riqualificazione e non riduzione dello stato sociale, allora, ma non solo “per giustizia”, bensì anche perché ridurre gli investimenti sociali è un’operazione dannosa per l’economia solidale e per la coesione sociale.
Ovviamente non basta contrastare i “tagli” al sociale. In direzione opposta occorre perseguire una logica di maggiori investimenti: perché ci sia più personale, più qualificato; perché ci siano più strumenti e sedi, ovvero più servizi.
Vogliamo difendere, con azioni concrete, l’ambiente, non solo perché è risorsa e garanzia di una qualità di vita per i nostri figli, ma anche straordinaria opportunità di sviluppo economico e turistico della nostra regione. Per questo, in Abruzzo, vogliamo bloccare il progetto denominato Ombrina Mare 2 che tradotto significa la realizzazione di una raffineria di idrocarburi in mare, a soli 6 chilometri dalla costa abruzzese, un progetto che rappresenta una vera e propria minaccia dal punto di vista ecologico, economico e di immagine per quella che vuole essere la Regione Verde d’Europa.
Malgrado tutto, sia la nostra regione che il resto del Paese conservano anticorpi sufficienti per uscire, anche questa volta, dalle sue difficoltà, aggravate dall’immobilismo del centro-destra. Perché ciò avvenga non basta però invocare vaghe «riforme morali ed intellettuali», per quanto sempre desiderabili. Se si vuole rimediare ai guasti prodotti a tutti i livelli dall’antipolitica e cercare di fare risalire la china del Paese, è piuttosto indispensabile che molti e soprattutto i giovani vengano messi nella condizione di potere ritrovare una nuova passione e l’orgoglio dell’impegno politico e sociale.
Proprio per questo il destino dell’Idv non può che riguardare tutti, per lo meno tutti coloro che hanno a cuore le sorti della nostra democrazia.

CONFERENZA STAMPA: “UN ANNO DI OPPOSIZIONE”

“L’esigenza dell’incontro di oggi nasce in primo luogo da un senso di repulsione politica maturato a seguito delle mistificazioni inaccettabili rappresentate e illustrate ieri da Chiodi nella conferenza stampa di fine anno.

La moralità di un politico, il suo profilo etico, si esprimono anche sulla base della onestà intellettuale e della veridicità di ciò che rappresenta ai cittadini e soprattutto in base alla corrispondenza tra ciò che si è detto e ciò che si è fatto.

E Chiodi, ieri, ha dato prova di essere privo di etica politica.

Chiodi, in questo anno, ha fatto tre sole cose.

La prima: ha semplicemente dato esecuzione a ciò che leggi già in vigore lo obbligavano a eseguire.

La seconda: ha aperto qualche cassetto degli uffici regionali, tirando fuori vecchi disegni di legge - alcuni dei quali addirittura inapplicabili - presentandoli al Consiglio regionale per l’approvazione.

La terza: si è limitato a eseguire ciò che gli atti di indirizzo politico proposti dall’opposizione, e votati dal Consiglio regionale, lo hanno obbligato a eseguire.

Nel primo blocco rientrano: la riduzione delle ASL, la bonifica delle discariche, lo stesso Piano Casa (approvato dal Consiglio in un testo completamente difforme da quello predisposto dalla Giunta).

Nel secondo blocco rientrano: Piano energetico, leggi in materia di amianto, di apprendistato, di artigianato e di urbanistica.

Nel terzo blocco rientrano, infine, il commissariamento degli enti strumentali regionali e il blocco degli insediamenti petroliferi.

Rispetto a questi fatti, incontestabili, che non esprimono nulla di nuovo e soprattutto nulla di attribuibile a Chiodi, lo stesso Chiodi ha aggiunto di suo una ulteriore operazione ‘fantasia’, spacciando come nuova legge sugli accreditamenti delle cliniche private la norma che concede 6 mesi di tempo al Gruppo Villa Pini per vendere la struttura e all’europarlamentare del Pdl per trattare al meglio le condizioni dell’eventuale acquisto.

L’Abruzzo si trova sostanzialmente di fronte a due emergenze e a due difficoltà strutturali di bilancio, che Chiodi non ha mai affrontato e che richiedono interventi di assoluta priorità:

Le due emergenze sono: il terremoto e la carenza di infrastrutture.

Su questi due aspetti Chiodi non solo non ha fatto nulla, ma neanche ha ritenuto di spendere più di qualche parola, facendo improvvisamente scomparire ieri dalla sua bacheca di trofei anche l’Intesa di 6 miliardi di euro, siglata a maggio 2009, sbandierata a ridosso di ogni campagna elettorale. Anche sulla tragica vicenda del terremoto parlano i fatti: Chiodi assumerà le funzioni di Commissario a partire dal 1° febbraio, ma non è riuscito a incidere minimamente su tutto quanto avvenuto fino a oggi. La ‘passerella’ del terremoto, sulla quale è stato spesso in numerosa compagnia, gli è servita solo per evitare un tracollo nei giudizi negativi che in condizioni normali sicuramente avrebbe registrato. Gli unici atti relativi al terremoto (zona franca e L’Aquila Capitale europea della cultura) sono stati approvati su proposta dell’opposizione.

Per quanto riguarda le due difficoltà strutturali del bilancio: Sanità e Trasporti, esse rappresentano il 95% della spesa regionale e dunque il cuore e l’essenza stessa di ogni possibile intervento di qualsiasi amministratore regionale, peraltro rientranti nella specifica e piena competenza della Regione.

In questi 12 mesi, su Sanità e Trasporti, Chiodi non ha mosso un dito e non ha spostato una virgola. Le uniche cose che ha spostato sono state le poltrone dei direttori generali e dei commissari, innescando un contenzioso con i vecchi direttori che costerà ai contribuenti abruzzesi qualche milione di euro di danni.

Non è dato conoscere nulla in merito alla riorganizzazione dei Trasporti, la bozza di riforma pronta per essere attuata è ormai carta straccia. I Consigli di Amministrazione delle società di trasporto regionale, che tanti erano prima delle sua elezione, tanti sono rimasti oggi.

L’Italia dei Valori boccia Chiodi in primo luogo per i suoi contorsionismi intellettuali, perché un presidente di Regione non può arrivare al punto di mistificare la realtà in questo modo. Anche questa è etica e moralità della vita pubblica e forse ne costituisce il presupposto essenziale, un patrimonio che dovrebbe appartenere a chiunque si impegni nella vita pubblica, sia di destra, di centro o di sinistra, ma che Chiodi ha ormai dimostrato di non possedere”.

COSTANTINI E MASCITELLI IN DIFESA DEL RETTORE DELL’AQUILA

Al Rettore Di Orio, oggetto di un durissimo attacco da parte del PDL aquilano, va la piena ed incondizionata solidarietà dell’IDV e di tutti i sinceri democratici che conoscono con quanta abnegazione ed impegno stia ogni giorno in prima linea per restituire a L’Aquila il ruolo che le compete.

Il prof. Di Orio ha usato uno stile e un tono molto misurato e con il suo intervento ha dato un contributo di idee suggerendo di fare a L’Aquila ciò che è stato fatto per Bagnoli, città della scienza.

La principale occupazione per il Rettore, se non l’unica, è quella di garantire a ventimila ragazzi, ai suoi studenti, il diritto di poter studiare. Null’altro!

La virulenza con la quale il PDL aquilano attacca il Rettore Di Orio, reo confesso di non essere del PDL, ma – ancor più grave – reo di condividere il progetto politico dell’IDV, la dice lunga sul “partito dell’amore” che non esita ad utilizzare il peggior frasario leghista per infangare un uomo proveniente dalla migliore cultura e scienza della nostra regione, stimato sul piano nazionale ed internazionale.

Ferma la reazione del coordinatore regionale dell’IDV Alfonso Mascitelli, che ha dichiarato: “Il clima di regime viene trasferito da Roma a L’Aquila. Dopo le intimidazioni al silenzio rivolte alla Magistratura prima e poi al Governatore della Banca d’Italia e agli organi di stampa, ora è la volta, qui in Abruzzo, delle istituzioni universitarie di cui si cerca, colpendo un’autorevole personalità, di minare la libertà di pensiero e l’autonomia di giudizio. Se il PDL abruzzese, per sviare l’attenzione sui problemi veri e concreti e sulla sua incapacità a risolverli, pretende che nessuno debba parlare in dissenso, rispediremo queste vili intimidazioni al mittente”.

Altrettanto dura la reazione del capogruppo regionale Carlo Costantini: “Non ho mai visto il simbolo dell’Università dell’Aquila e le proprie sedi coinvolte in iniziative smaccatamente di partito, con la presenza da protagonisti di esponenti di una sola parte politica. Diversamente, proprio in questi giorni Pescara e Chieti sono inondate da centinaia di manifesti nei quali spicca il simbolo dell’Università D’Annunzio ed i nominativi di ben tre parlamentari del PDL, che non mi risultano rappresentare il Governo, né mi risultano espressione del mondo scientifico ed accademico.

Il Partito delle Libertà è talmente libero da permettersi di occupare anche fisicamente le sedi universitarie; chi non la pensa allo stesso modo deve invece tacere o addirittura deve essere riconosciuto come indegno a ricoprire ruoli di vertice, anche se rappresenta l’unica istituzione che può dire di avere già vinto la propria sfida del dopo terremoto.

Emerge anche in questo l’ipocrisia di un PDL che quando parla non fa mai lo sforzo di mettersi davanti allo specchio”.

NO AGLI INCENERITORI, PRIMA LA RACCOLTA DIFFERENZIATA

“Abbiamo letto le dichiarazioni dell’assessore regionale all’Ambiente, Daniela Stati, a margine della presentazione del rapporto sulle attività di smaltimento dei rifiuti urbani (anno 2009).

L’Abruzzo, presumibilmente entro il 2011, va verso la saturazione delle discariche esistenti; per questo l’assessore Stati preannuncia provvedimenti legislativi che dovrebbero dare il via libera agli inceneritori nella nostra regione.

Il Piano per la gestione integrata dei rifiuti, in Abruzzo, ha solo due anni di vita! E’ chiaro, preciso e puntuale; fa espresso riferimento alle normative europea e nazionale, con le quali è stato stabilito il traguardo di raccolta differenziata al 50% entro il 2009, al 60% entro il 2011.

Il Piano regionale prevede che possa valutarsi la fase dell’incenerimento – non obbligatoriamente – qualora la media regionale di raccolta differenziata superi il 40%. A noi, però, non risulta che questo obiettivo sia stato raggiunto né che si sia prossimi alla meta.

L’assessore Stati, quindi, illustri al Consiglio regionale i motivi che non hanno consentito il riutilizzo, il riciclaggio e il recupero dei rifiuti secondo gli obiettivi prefissati nel Piano; ci dica come intende rimediare a un simile ritardo nella gestione della raccolta differenziata; e soprattutto, ci venga a spiegare perché vuole ricorrere a procedimenti e metodi (inceneritori) che recheranno pregiudizio all’ambiente e rischi per l’acqua, l’aria, il suolo, la fauna e la flora, ma saranno soprattutto nocivi per la salute dei cittadini abruzzesi”.

Il vice-capogruppo IdV al Consiglio Regionale

Cesare D’Alessandro

L’IDV TI ASCOLTA - GAZEBO A PESCARA

ORARI APERTURA GAZEBO DI PIAZZA SALOTTO: dalle 9,30 alle 13,30 e dalle 15,30 alle 19,30 

MASCITELLI SU ITALIA DEI VALORI A CONGRESSO

Anche in Abruzzo inizia la stagione congressuale per l’Italia dei Valori che, nei prossimi giorni, procederà con le assemblee nelle quattro province alla scelta dei 180 delegati abruzzesi che verranno inviati al Congresso nazionale di Roma del 5,6 e 7 febbraio, chiamato a votare il Presidente nazionale e la mozione della linea politica. Si partirà con l’assemblea provinciale che si terrà a L’Aquila sabato 9 gennaio, alle ore 9, presso l’hotel ‘Canadian’. Seguirà l’incontro di Chieti domenica 10 gennaio, ore 9, presso il ‘Grande Albergo Abruzzo’, per poi continuare il 16 gennaio a Teramo presso l’hotel ‘Abruzzi’ e il 17 gennaio a Pescara presso la Sala Congressi dell’Aeroporto d’Abruzzo.

Le conclusioni saranno affidate all’Assemblea regionale, che riunirà tutti i delegati eletti dell’Abruzzo, e si svolgerà a L’Aquila il 23 gennaio.

“Sono sicuro che dall’Abruzzo riusciremo a portare un contributo di qualità sia in termini di nuovi iscritti chiamati a rappresentarci e sia di proposte e iniziative politiche che dovranno interessare i grandi problemi che coinvolgono i diritti, i bisogni e le attese della nostra regione e del nostro Paese”. Lo ha dichiarato il Coordinatore regionale dell’Italia dei Valori senatore Alfonso Mascitelli nel presentare il calendario e i contenuti dei lavori congressuali.

“In particolare la nostra regione – ha continuato il senatore Mascitelli – sta risentendo in maniera pesante degli effetti di una politica inconcludente, fatta di chiacchiere a effetto e di poca sostanza, che il centro-destra sta consumando sia a Roma che nelle Istituzioni locali.

A Roma Berlusconi, come al solito, ha rinnegato le promesse fatte e il Piano attuativo regionale per rilanciare lo sviluppo, le infrastrutture e il lavoro in Abruzzo è rimasto a oggi una semplice letterina di intenti. A L’Aquila Chiodi nasconde, dietro l’alibi della tragedia del terremoto che ha colpito le nostre popolazioni, l’immobilismo e l’incapacità politica di un intero anno in cui non è stata data una sola risposta concreta e convincente alle riforme annunciate, alla difesa dei posti di lavoro, alla riorganizzazione del sistema sanitario pubblico e privato. In ultimo e non da ultimo, continua a imperversare nella nostra regione la cupola di intrecci e collusioni tra affari sporchi e politica, che trova terreno fertile nel fiume di denaro sperperato con una certa sanità privata e nella ricostruzione del post-terremoto. I fatti che emergono, coinvolgendo alti esponenti del centro-destra, e che continueranno purtroppo a emergere, sono inquietanti e se qualcuno pensa, come fanno alcuni nostri alleati, che la questione morale si misura a peso, su chi, nel passato, ha rubato di meno tra destra o sinistra, o delegittimando il lavoro della magistratura, a cui si pretende di suggerire indirizzi di indagine, non fa un buon servizio per conoscere la verità e cambiare la realtà di una politica ancora malata di troppe connivenze, collusioni e clientelismo di potere.

Tutto questo, dunque, sarà il tema del confronto e delle proposte che l’Italia dei Valori affronterà nei Congressi nei prossimi giorni”.

ASSEMBLEE PROVINCIALI IDV IN ABRUZZO

Sono convocate le assemblee provinciali dell’Italia dei Valori in Abruzzo per l’elezione dei delegati al congresso nazionale del 5-6-7 febbraio 2010.

  • L’AQUILA 9 gennaio 2010 ore 9,00 - HOTEL CANADIAN (strada statale 17 ovest, località Casermette - L’aquila)
  • CHIETI 10 gennaio 2010 ore 9,00 - GRANDE ALBERGO ABRUZZO ( via Asino Herio, 20 - Chieti)
  • TERAMO 16 gennaio 2010 ore 9,00 - HOTEL ABRUZZI ( viale Mazzini, 18 - Teramo)
  • PESCARA 17 gennaio 2010 ore 9,00 - SALA CONGRESSI AEROPORTO D’ABRUZZO ( via Tiburtina - Pescara)

E’ possibile scaricare, cliccando sui link sottostanti, il regolamento del congresso nazionale ed il modello di richiesta per candidatura a delegato.

MODELLO RICHIESTA PER CANDIDATURA A DELEGATO CONGRESSO NAZIONALE

REGOLAMENTO CONGRESSO NAZIONALE DEL 5-6-7 FEBBRAIO 2010


“L’AQUILA CAPITALE EUROPEA DELLA CULTURA” - LA PROPOSTA IDV

I Consiglieri regionali dell’Idv, primo firmatario il capogruppo Carlo Costantini, hanno presentato oggi, nel corso della discussione della Finanziaria regionale 2010, un emendamento che recita:

«La Regione Abruzzo, ai sensi delle Decisioni nn. 1419/1999/CE e 649/2005/CE del Parlamento e del Consiglio Europeo, promuove e sostiene in tutte le sedi competenti la candidatura della città dell’Aquila a “Capitale europea della cultura” per l’anno 2019, ovvero per l’anno che dovesse individuarsi di comune accordo tra gli Stati membri interessati della U.E..

Agli oneri derivanti dall’attuazione del comma 1, quantificati per l’anno 2010 in € 50.000 (cinquantamila) si provvede mediante lo stanziamento del capitolo di spesa di nuova istituzione, denominato “Candidatura della città dell’Aquila a capitale europea della cultura”.

Per gli esercizi successivi lo stanziamento è determinato ed iscritto sul pertinente capitolo dalle annuali leggi di bilancio, ai sensi della L.R. 25 marzo 2002, n. 3”».

L’anno 2019 è calendarizzato in sede europea per la candidatura di una città italiana a Capitale europea della Cultura.

Chiediamo che la Regione” – dichiara il Capogruppo Carlo Costantini –“con un voto unanime del Consiglio, si faccia carico della predisposizione e presentazione di un fascicolo per la candidatura dell’Aquila, colpita dal terremoto del 6 aprile. Tutte le istituzioni regionali e nazionali devono farsi portatrici di un progetto culturale di dimensione europea che valorizzi il patrimonio culturale, storico e architettonico della città, proprio perché così gravemente danneggiato”.

La candidatura dovrà essere presentata almeno quattro anni prima della manifestazione, che si svolgerà per l’intero anno, “ma nulla esclude” - prosegue Costantini – “che gli Stati membri possano accordarsi su una data diversa e anticipare l’evento. Per questo dobbiamo essere pronti con un progetto ineccepibile e condiviso da tutti”.

LETTERINA DI NATALE - AUGURI DI BUONE FESTE

Carissimi,

l’anno 2009 volge al termine con un Paese economicamente, istituzionalmente e politicamente in ginocchio per via di un governo scellerato e di un’opposizione che non sempre ha fatto il suo dovere in modo compatto e senza indugi, critica che di certo non posso rivolgere all’ Italia dei Valori.

Il nostro partito è oggetto di attacchi furibondi, supportati da un muro mediatico compatto che vuole confinarci all’opposizione perenne, temendo che il Paese comprenda che in noi c’è il seme di un’alternativa concreta a questa classe politica. Ogni occasione è stata buona nel 2009, e lo sarà in futuro, per porci in cattiva luce nei confronti dell’opinione pubblica perché temono la nostra integrità morale che ci vede sempre con la schiena dritta e mai inclini a compromessi di comodo.

Il riscontro del nostro buon operato, però, lo raccogliamo continuamente nelle piazze, tra gli operai nelle fabbriche, e nella Rete che oggi ci vede interlocutori affidabili tra i partiti per il dialogo con i cittadini e la trasparenza della nostra azione politica.

L’ultimo attacco è stato scagliato in seguito al gesto di un folle che ha ferito il Presidente del Consigli. Alcuni organi di stampa e molti politici hanno montato una ingiustificata campagna politica e mediatica per individuare nella mia persona e nell’Italia dei Valori i mandanti morali che hanno armato quella mano. Nulla di strano in questa caccia alle streghe, se ciò accade è perché l’Italia dei Valori per tutto l’anno ha svolto il suo ruolo di opposizione denunciando con forza, senza far sconti neanche agli altri partiti d’opposizione, le nefandezze di un governo ogni volta che si volevano ridurre gli spazi della democrazia.

Rivolgo a voi tutti i miei più sentiti auguri per queste feste, soprattutto a coloro a cui la crisi non ha lasciato neanche un panettone da tagliare, e aggiungo che vorrei mettere una promessa sotto l’albero di ciascuno: il rinnovato dell’impegno, anche per l’anno che verrà, nel contrastare ogni forma di prevaricazione delle istituzioni, ogni legge che possa portare alla privazione delle libertà individuali e costituzionali dei cittadini.

Un impegno insomma nel difendere la democrazia ed i valori più profondi dello Stato.

Auguri di Buon Natale.

Antonio Di Pietro

I CONSIGLIERI REGIONALI DELL’IDV ESPRIMONO SOSTEGNO ALLA POSIZIONE DEL PRESIDENTE DI PIETRO

I Consiglieri regionali dell’Italia dei Valori condividono e sottoscrivono le dichiarazioni odierne del Presidente Di Pietro in merito ai fatti del 13 dicembre a Milano che hanno coinvolto Silvio Berlusconi, Presidente del Consiglio.

Esprimono altresì esecrazione per l’atto che ha causato il ricovero per ferite al volto del Presidente Berlusconi e respingono ogni violenza quale scelta di partecipazione alla vita politica.

Ribadiscono comunque la preoccupazione per il torbido clima sociale che si sta diffondendo in ogni parte del Paese, nel quale le forze di governo più che occuparsi della crisi, dei lavoratori, delle famiglie, risultano occupate esclusivamente ad approvare norme di salvaguardia dai processi dell’attuale Primo Ministro.

Esprimono, infine, l’orgoglio di appartenere all’unica forza politica che ha avuto il coraggio di dire pane al pane e vino al vino, senza scadere nel buonismo di maniera.

 

I Consiglieri regionale dell’IDV

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