Di Ufficio Stampa il 10 Mar, 2010 in evidenza | 0 Commenti
Avezzano 1 – 2 / Antonello Santilli
Avezzano - Capistrello e Balsorano / Ernesto Palma
Barisciano – Capestrano / Paolo Mingroni
Carsoli / Clementina Cervale
Castel di Sangro / Rinaldo Mariani
Castelvecchio Subequo - S.Demetrio / Bruno Bral
Celano / Alessandro Taccone
Gioia dei Marsi / Mario Grassi
L’Aquila 1 / Lelio De Santis
L’Aquila 2 / Giuliano Tomassi
L’Aquila 3 / Giovanni Cocciante
L’Aquila 4 / Marilena De Ciantis Pezzopane
L’Aquila-Rocca di Mezzo / Luciana De Paolis
L’Aquila-Tornimparte / Fioravante Mancini
Montereale / Lucia Pandolfi
Pescina / Pasqualino Cordischi
Pratola Peligna / Giancarlo Tronca
Sulmona 1 / Franco Casciani
Sulmona-Roccaraso / Alessandra Vella
Sulmona-Scanno / Tonio Iudiciani
Tagliacozzo / Tonio Cordischi
Trasacco / Claudio Del Bove Orlandi
Di Ufficio Stampa il 8 Mar, 2010 in evidenza, informazione, politica | 0 Commenti
L’ITALIA DEI VALORI ABRUZZO ORGANIZZA PULLMAN PER LA MANIFESTAZIONE DI PIAZZA DEL POPOLO. IL COSTO DEL TRASPORTO E’ TOTALMENTE GRATUITO. PER INFO E PRENOTAZIONI TELEFONARE AI NUMERI 085/4429563 E 085/4229620
POSTI TERMINATI
“Chiamata alle armi“. Sabato 13 marzo, dalle ore 13, tutti quanti a Piazza del Popolo, a Roma, in difesa della nostra legalità, della democrazia e della nostra Costituzione, perennemente violata da un governo golpista, come quello di Silvio Berlusconi, che per risolvere i suoi problemi di tipo giudiziari, imprenditoriali e, da ultimo, anche di tipo elettorale, si fa una legge a proprio uso e consumo. E’ uno sconcio dell’etica, della democrazia e, soprattutto, mai come questa volta, è una violazione della Carta costituzionale e del buon senso del diritto per poter giocare una partita nel rispetto delle regole. Qualcuno dice, e purtroppo lo ha detto anche il Presidente della Repubblica, che bisognava fare questo provvedimento per permettere ai cittadini di andare a votare secondo coscienza. Il fatto che questo decreto sia inutile e dannoso è dimostrato dal fatto che, ancora prima che questo decreto abbia avuto efficacia, i giudici di Roma e di Milano hanno riammesso le liste Polverini e Formigoni.
Non c’era bisogno di forzare, violare e sacrificare la Carta costituzionale, non c’era bisogno di stravolgere il ruolo e le funzioni di garanzia del Presidente della Repubblica per ottenere un risultato che già si poteva ottenere e che già si era ottenuto con il rispetto delle regole attuali.
La realtà è molto semplice: questi vivono nell’arroganza, nella prepotenza e nella strafottenza tipica del potere piduista e fascista.
Rispetto a tutto questo, l’unico al quale ci possiamo appellare è l’arbitro, come succede in una partita di calcio: se c’è qualcuno che fa fallo l’occhio va direttamente all’arbitro sperando che fischi il fallo. Invece, questa volta, l’arbitro non ha fischiato perché altrimenti non avrebbe vinto l’altra squadra. All’arbitro non tocca stabilire quale squadra debba vincere, ma garantire il rispetto delle regole del gioco. Sono molto amareggiato, perplesso e anche schifato da questa intellighenzia e cultura italiana dei “commentatori della buonora” che affermano che questo decreto è una schifezza costituzionale ma che ritengono che “non sia colpa dell’arbitro”.
Non sarà colpa dell’arbitro ma il 13 marzo ricordatevi che, se vogliamo mantenere la democrazia, è meglio essere tutti a Roma per lanciare questo appello e questo allarme, prima che sia troppo tardi. Vogliamo un Paese in cui ognuno possa esprimere i propri diritti, ma nel rispetto delle regole del gioco, altrimenti vince sempre il più forte, il più furbo e spregiudicato, come accade nella giungla.
Di Ufficio Stampa il 6 Mar, 2010 in evidenza | 3 Commenti
Questo pomeriggio decine di cittadini hanno risposto all’invito alla mobilitazione contro il decreto salva P.d.L. ed hanno partecipato ad una riunione organizzativa spontanea tenuta nell’aula del Consiglio Comunale di Pescara.
Il comitato spontaneo ha organizzato per domani, domenica 7 marzo, dalle ore 16.00 in poi, in Piazza Salotto, una maratona oratoria nel corso della quale interverranno cittadini, rappresentanti delle OO.SS. e politiche, rappresentanti di associazioni etc.
Parteciperanno anche gli eletti dei partiti di opposizione a tutti i livelli: dai consiglieri comunali, a quelli provinciali e regionali, fino agli eletti in Parlamento.
Al momento hanno assicurato la loro presenza ed il loro intervento:
Carlo Costantini
Alfonso Mascitelli
Giovanni Legnini
Vittoria D’Incecco
Antonio Saia
Maurizio Acerbo
Camillo D’Alessandro
Cesare (Cecè) D’Alessandro
Augusto Di Stanislao
Silvio Paolucci
Giovanni Di Iacovo
Camillo D’Angelo
Moreno Di Pietrantonio
Gianluca Fusilli
Giuliano Diodati
Florio Corneli
Gianluca Vacca (Associazione Pescara in Comune – Amici di Grillo)
Paola Marchegiani
Enzo Del Vecchio
Antonio Blasioli
Camillo Sulpizio
Fausto Di Nisio
Roberto De Camillis
Marinella Sclocco
Lucrezio Paolini
Camillo Sborgia
Antonio Macera
‘Nduccio
Caludio Ruffini
Paolo Castellucci (CGIL Abruzzo)
Enzio Fimiani
Silvana Palumbi
Viola Arcuri
Massimiliano Di Pillo (Espressioni Libre)
Renato Di Nicola (Abruzzo Social Forum)
Sciarra Carlo
Celupica Bruno
Adelchi Sulpizio
Marco Fars
Roberto Ettorre (Associazione SOHA).
Sono attese ulteriori decine di adesioni.
Gli organizzatori confidano nella presenza di tutti i cittadini che hanno a cuore i diritti e la democrazia del nostro Paese.
Di Ufficio Stampa il 2 Mar, 2010 in evidenza, politica | 4 Commenti
In sintonia con le disposizioni e le scadenze , indicate dall’ufficio di Presidenza Nazionale, il coordinamento regionale dell’Abruzzo nella seduta del 20/2/2010 ha dato conferma dell’avvio alla nuova stagione dei congressi cittadini, provinciali e regionale.
E’ nostro dovere ricordare a tutti alcune regole di base:
1) Le adesioni valide ai fini della partecipazione ai congressi sono solo quelle sottoscritte dal 1° gennaio di quest’anno sino, tassativamente, alle ore 20,00 del 29 marzo.
2) La quota ordinaria è di euro 20. Le quote differenziate, di euro 10, sono previste per le persone al di sotto dei 35 anni e al di sopra dei 65 anni.
Le quote differenziate per gli eletti sono le seguenti:
· euro 100 per Presidenti, Consiglieri, Assessori Provinciali - Sindaci, Consiglieri, Assessori dei comuni sopra i 15000 abitanti;
· euro 600 per Parlamentari/Europarlamentari/Consiglieri/Assessori Regionali.
3) Le adesioni potranno essere consegnate al responsabile di circolo o al coordinatore provinciale, che provvederanno tempestivamente a trasmetterle alla sede regionale; oppure potranno essere sottoscritte direttamente presso la sede regionale.
Di Ufficio Stampa il 1 Mar, 2010 in evidenza | 1 Commento
ORMAI E’ UNA COSTANTE!!!
Le leggi del PDL e di Chiodi approvate dal Consiglio Regionale vengono costantemente impugnate dal Governo Berlusconi davanti alla Corte Costituzionale.
Oggi e’ stato il turno di un pezzo importante dell’ultima finanziaria, con il quale la maggioranza aveva previsto la possibilità di prolungare la permanenza in servizio dei dirigenti ben oltre i limiti massimi fissati dalla normativa statale.
Una disposizione che l’Italia dei Valori aveva ampiamente contestato nel corso della seduta, come purtroppo era avvenuto anche in occasione di tutte le precedenti impugnative del Governo nazionale.
Sempre nello stesso Consiglio dei Ministri e’ stato, inoltre, contestato a Chiodi ed alla sua maggioranza il tentativo di equiparare il personale degli uffici di diretta collaborazione (gli amici degli amici, in buona sostanza) al personale con qualifica dirigenziale di cui al contratto dell’area della dirigenza delle regioni e delle autonomie locali, in questo caso per violazione dei principi costituzionali di uguaglianza, buon andamento ed imparzialità della pubblica amministrazione.
La produttività della giunta Chiodi e della sua maggioranza e’ gia’ del tutto inconsistente.
Se a questo si aggiunge la constatazione che le poche leggi che riescono ad approvare vengono puntualmente contestate dal loro stesso governo ed esposte al rischio di annullamento da parte della Corte Costituzionale - con tutto quello che ne deriva anche in termini di perdite economiche per l’Ente Regione – allora la semplice improduttività si trasforma in manifesta incapacità di governare, che gli abruzzesi non meritano e che l’Abruzzo non può più permettersi.
Di Ufficio Stampa il 15 Feb, 2010 in evidenza, politica | 5 Commenti
<<Con Bertolaso e’ tutto fatto in casa!>>. E’ questa la denuncia di Carlo Costantini, Capogruppo IdV alla Regione Abruzzo, relativa alla gestione dell’emergenza ed ai primi interventi di ricostruzione dell’Aquila, dopo il sisma del 6 aprile scorso.
Spiega Costantini:<<Non solo gli appalti fatti in casa; tutto cio’ che ruota attorno al denaro gestito dalla protezione civile e’ fatto in casa. Prendiamo il caso degli incarichi tecnici a L’Aquila: la progettazione e la direzione dei lavori di decine di cantieri del Progetto C.A.S.E. Una torta di svariate decine di milioni di euro>>, continua Costantini,<<Almeno quelli, penserebbe una persona di buon senso, dovrebbero essere stati affidati a tecnici indipendenti dal “sistema”, a studi tecnici locali, a professionisti abruzzesi associati o comunque ad ingegneri ed architetti scelti con procedure trasparenti ed aperte. E invece no! Anche quei soldi sono rimasti all’interno del “sistema”, a disposizione di chi di quel “sistema” fa parte o di chi – magari grazie ad un massaggio – e’ riuscito ad avvicinarlo>>.
Il Capogruppo IdV spiega il perché: <<Sia la responsabilita’ del progetto, che la direzione dei lavori sono rimasti nella disponibilita’ esclusiva di Gian Michele Calvi, braccio destro di Bertolaso, che attraverso la Fondazione Eucentre, destinataria dell’incarico e dei relativi compensi, ha selezionato i professionisti da coinvolgere nell’operazione. In verita’, le cose non potevano andare diversamente, non solo e non tanto perche’ Calvi e gli altri non avrebbero mai rinunciato a questa parte del potenziale “bottino”, quanto e soprattutto perche’ la Direzione dei Lavori affidata a professionisti esterni avrebbe potuto aprire una falla nel sistema>>.
<<I Direttori dei Lavori indipendenti ed autonomi dal “sistema”>>, sottolinea Costantini,<<avrebbero, infatti, potuto: 1) accertare che il Progetto c.a.s.e. e’ uno sperpero di denaro pubblico senza precedenti; 2) impedire o scoprire “magagne” tra la protezione civile e le imprese appaltatrici ed addirittura opporsi e dununciarle; 3) riscontrare dall’interno che il Progetto c.a.s.e. e’ completamente illogico ed irrazionale anche sul piano tecnico, considerato che e’ invasivo per il territorio al pari di qualsiasi altro progetto che utilizza diffusamente il cemento armato, ma e’ al tempo stesso provvisorio per la qualita’ e le caratteristiche dei materiali utilizzati; costera’ complessivamente (espropri ed urbanizzazioni inclusi) il triplo di quanto sarebbe costato un edificio realizzato nel pieno rispetto delle normative antisismiche vigenti; ha costretto e continua a costringere lo Stato - per i suoi lunghi tempi di realizzazione e per la sua insufficienza quantitativa – a spendere centinaia di milioni di euro per prolungare la permanenza di decine di migliaia di aquilani negli alberghi o in sistemazione autonoma>>.
<<Meglio, quindi, non correre rischi>>, conclude Costantini, <<e mangiarsi, dopo la torta, pure i piatti e le posate>>.
Di Ufficio Stampa il 11 Feb, 2010 in evidenza | 0 Commenti
Non ho avuto la possibilita’ di approfondire la conoscenza di Bertolaso e non posso di conseguenza esprimere giudizi sulla sua persona, salvo l’augurio che possa dimostrare al piu’ presto la propria estraneita’ ai fatti.
E tuttavia non riesco a non mettere in relazione lo scandalo giudiziario che ha coinvolto questa mattina le strutture della Protezione Civile con due domande che per mesi il Governo e la Protezione Civile hanno lasciato senza risposta.
Perche’ anche a L’Aquila la gestione degli appalti – salva la pubblicazione di dati insignificanti – e’ rimasta letteralmente secretata, impedendo a chiunque di acquisire gli elementi di conoscenza essenziali per esercitare una funzione minima di controllo?
Perche’ l’Abruzzo, sia nella fase immediatamente successiva al sisma, con l’emarginazione del Presidente della Regione dai compiti commissariali, che nella stessa fase successiva al passaggio di consegne tra Bertolaso e Chiodi, con la scelta di conservare come soggetto attuatore (ovvero il soggetto che materialmente gestisce le gare di appalto ed i relativi miliardi di euro) un organismo come il Provveditorato alle OO.PP. direttamente dipendente dal Governo Berlusconi, e’ stato sempre tenuto fuori e continua ad essere tenuto fuori dalla gestione degli appalti?
Sarebbe da ipocriti non mettere in relazione le notizie che cominciano ad emergere dall’inchiesta con queste due anomalie che, per quanto da mesi sotto gli occhi di tutti, in pochi hanno avuto il coraggio di denunciare.
L’Italia dei Valori chiede l’istituzione di una commissione di inchiesta del Consiglio Regionale sul “sistema Bertolaso” in Abruzzo. Una proposta annunciata da Carlo Costantini, capogruppo IdV alla Regione, che ha spiegato: <<Ho predisposto, insieme ai miei colleghi di IDV, la richiesta di istituzione di una Commissione di Inchiesta del Consiglio Regionale per fare piena luce sul “Sistema Bertolaso”, sia per la parte relativa alla gestione dell’emergenza, che per la parte relativa ai primi interventi di ricostruzione>>.
Il capogruppo dell’IdV alla Regione ha poi aggiunto : << Per mesi - isolati, inascoltati e spesso aggrediti dai nostri stessi partner di coalizione, incluso Massimo Cialente, Sindaco de L’Aquila – abbiamo chiesto trasparenza nella gestione degli appalti, abbiamo denunciato gli sprechi che si annidavano dietro la gestione di alcuni servizi (si pensi ai soli servizi igienici, nella fase dell’emergenza), abbiamo contestato i prezzi assurdi di realizzazione del Piano C.A.S.E. (2.800,00 al mq.) che hanno letteralmente arricchito i pochi costruttori pescati dal cilindro della Protezione Civile che hanno avuto la fortuna di realizzarli, abbiamo segnalato che anche gli arresti di Pescara del 23 novembre, relativi alla realizzazione della nuova sede ASL a L’Aquila, risultavano perfettamente integrabili e compatibili con il sistema ideato dalla Protezione Civile in Abruzzo>>.
<<Ora>>, ha aggiunto Costantini, <<di fronte allo scandalo che ha coinvolto i vertici della Protezione Civile ed ai tanti struzzi, praticamente tutti, che preferiscono continuare a non vedere, a far finta di nulla, ad esprimere la solita solidarieta’ di facciata, magari perche’ obbligati a tacere, l’Italia dei Valori pretende l’istituzione di una Commissione di inchiesta del Consiglio Regionale, per ricostruire appalto per appalto, incarico per incarico, le modalita’ di gestione del miliardo di euro ed oltre gia’ speso da Bertolaso a L’Aquila>>.
Di Ufficio Stampa il 11 Feb, 2010 in evidenza | 1 Commento
“Se i parlamentari abruzzesi del centro-destra continuano a fare i servi felici di un Governo , condizionato solo dai poteri forti e dai diktat della Lega, la nostra regione continuerà a essere mortificata e umiliata in quelle che sono delle legittime aspettative”.
Lo ha dichiarato il senatore Alfonso Mascitelli, coordinatore regionale dell’Italia dei Valori Abruzzo, al termine dei lavori della commissione bilancio che ha esaminato il maxi emendamento del Governo Berlusconi sul quale è stata chiesta la fiducia.
“Il decreto Milleproroghe, con un silenzio inspiegabile – ha proseguito il senatore Mascitelli -, ha avuto tre effetti devastanti sull’Abruzzo. Il primo: se non verrà introdotta una nuova modifica legislativa, le popolazioni colpite dal terremoto dal primo luglio dovranno riprendere a pagare le rate dei tributi e contributi per l’anno 2009 e la quota intera degli stessi relativi all’anno 2010, a spregio delle promesse e degli impegni presi.
Il secondo: le zone franche, già approvate con la finanziaria di Prodi del 2007, non saranno ulteriormente finanziate per il 2010, perché il tetto massimo di spesa è solo quello stabilito per gli anni 2008 e 2009, con buona pace di un adeguato sostegno finanziario alla zona franca di Pescara e a quella da istituire de L’Aquila.
Il terzo: l’emendamento dell’Idv, per la ricollocazione lavorativa dei 1.600 dipendenti del gruppo Villa Pini è stato dichiarato, al pari di altri, decaduto perché il Governo ha posto la fiducia solo sul suo maxi emendamento, rifiutandosi di affrontare il problema. Ma ciò che è vergognoso è che quello che noi chiedevamo per l’Abruzzo, il Governo lo ha concesso per la Puglia e la Basilicata, dove enti del settore della Sanità privata in situazione di crisi, usufruiranno per il 2010 delle disposizioni in materia di concessione del trattamento di mobilità per la durata di 66 mesi (art. 1, comma 5-bis).
Al danno poi si aggiunge la beffa mediatica: quando Chiodi annuncia che, in base all’accordo con la Banca Europea, le imprese abruzzesi beneficeranno di finanziamenti agevolati, si guarda bene dal dire che la FIRA, finanziaria regionale, ha preteso invece il rispetto del pagamento dei mutui alle imprese coinvolte nella tragedia del terremoto o una ricontrattazione degli stessi mutui a un tasso più che raddoppiato”.
Di Ufficio Stampa il 10 Feb, 2010 in evidenza | 1 Commento
“Ieri, con il solo voto contrario del Gruppo dell’Italia dei Valori, il Consiglio Regionale ha ristretto le cause di incompatibilità dei consiglieri regionali, consentendo loro di ricoprire contemporaneamente anche la carica di Sindaco di piccoli Comuni.
Prima la normativa regionale, coerentemente con i principi fondamentali della legislazione statale, vietava categoricamente il cumulo della carica di consigliere regionale e di Sindaco, in ragione di un evidente conflitto di interessi nel quale si troverebbe il consigliere regionale che – chiamato frequentemente ad assumere decisioni che investono direttamente i Comuni – ricopra in contemporanea anche la carica di Sindaco.
Oggi, grazie a tale modifica, i consiglieri regionali potranno candidarsi e ricoprire contemporaneamente anche la carica di Sindaco in tutti i Comuni con meno di 2.000 abitanti (che in Abruzzo sono ben 150), grazie a un voto targato PD-PDL che, tra l’altro, cambia le regole del gioco a partita già iniziata, considerata l’imminente scadenza elettorale.
Una legge cucita su misura per i consiglieri regionali, probabilmente esposta al rischio di incostituzionalità, finalizzata esclusivamente a tutelare gli interessi di una casta che allontana ulteriormente l’Istituzione regionale dai Cittadini”.