DALLA PARTE DEI CITTADINI

A PIAZZA DEL POPOLO CONTRO DECRETO SALVA LISTE - PULLMAN GRATUITI DALL’ABRUZZO

L’ITALIA DEI VALORI ABRUZZO ORGANIZZA PULLMAN PER LA MANIFESTAZIONE DI PIAZZA DEL POPOLO. IL COSTO DEL TRASPORTO E’ TOTALMENTE GRATUITO. PER INFO E PRENOTAZIONI TELEFONARE AI NUMERI 085/4429563 E 085/4229620

Chiamata alle armi“. Sabato 13 marzo, dalle ore 13, tutti quanti a Piazza del Popolo, a Roma, in difesa della nostra legalità, della democrazia e della nostra Costituzione, perennemente violata da un governo golpista, come quello di Silvio Berlusconi, che per risolvere i suoi problemi di tipo giudiziari, imprenditoriali e, da ultimo, anche di tipo elettorale, si fa una legge a proprio uso e consumo. E’ uno sconcio dell’etica, della democrazia e, soprattutto, mai come questa volta, è una violazione della Carta costituzionale e del buon senso del diritto per poter giocare una partita nel rispetto delle regole. Qualcuno dice, e purtroppo lo ha detto anche il Presidente della Repubblica, che bisognava fare questo provvedimento per permettere ai cittadini di andare a votare secondo coscienza. Il fatto che questo decreto sia inutile e dannoso è dimostrato dal fatto che, ancora prima che questo decreto abbia avuto efficacia, i giudici di Roma e di Milano hanno riammesso le liste Polverini e Formigoni.

Non c’era bisogno di forzare, violare e sacrificare la Carta costituzionale, non c’era bisogno di stravolgere il ruolo e le funzioni di garanzia del Presidente della Repubblica per ottenere un risultato che già si poteva ottenere e che già si era ottenuto con il rispetto delle regole attuali.

La realtà è molto semplice: questi vivono nell’arroganza, nella prepotenza e nella strafottenza tipica del potere piduista e fascista.

Rispetto a tutto questo, l’unico al quale ci possiamo appellare è l’arbitro, come succede in una partita di calcio: se c’è qualcuno che fa fallo l’occhio va direttamente all’arbitro sperando che fischi il fallo. Invece, questa volta, l’arbitro non ha fischiato perché altrimenti non avrebbe vinto l’altra squadra. All’arbitro non tocca stabilire quale squadra debba vincere, ma garantire il rispetto delle regole del gioco. Sono molto amareggiato, perplesso e anche schifato da questa intellighenzia e cultura italiana dei “commentatori della buonora” che affermano che questo decreto è una schifezza costituzionale ma che ritengono che “non sia colpa dell’arbitro”.

Non sarà colpa dell’arbitro ma il 13 marzo ricordatevi che, se vogliamo mantenere la democrazia, è meglio essere tutti a Roma per lanciare questo appello e questo allarme, prima che sia troppo tardi. Vogliamo un Paese in cui ognuno possa esprimere i propri diritti, ma nel rispetto delle regole del gioco, altrimenti vince sempre il più forte, il più furbo e spregiudicato, come accade nella giungla.

MARATONA ORATORIA PER LA DIFESA DELLA DEMOCRAZIA, DOMANI A PESCARA

Questo pomeriggio decine di cittadini hanno risposto all’invito alla mobilitazione contro il decreto salva P.d.L. ed hanno partecipato ad una riunione organizzativa spontanea tenuta nell’aula del Consiglio Comunale di Pescara.

Il comitato spontaneo ha organizzato per domani, domenica 7 marzo, dalle ore 16.00 in poi, in Piazza Salotto, una maratona oratoria nel corso della quale interverranno cittadini, rappresentanti delle OO.SS. e politiche, rappresentanti di associazioni etc.

Parteciperanno anche gli eletti dei partiti di opposizione a tutti i livelli: dai consiglieri comunali, a quelli provinciali e regionali, fino agli eletti in Parlamento.

Al momento hanno assicurato la loro presenza ed il loro intervento:

  1. Carlo Costantini

  2. Alfonso Mascitelli

  3. Giovanni Legnini

  4. Vittoria D’Incecco

  5. Antonio Saia

  6. Maurizio Acerbo

  7. Camillo D’Alessandro

  8. Cesare (Cecè) D’Alessandro

  9. Augusto Di Stanislao

  10. Silvio Paolucci

  11. Giovanni Di Iacovo

  12. Camillo D’Angelo

  13. Moreno Di Pietrantonio

  14. Gianluca Fusilli

  15. Giuliano Diodati

  16. Florio Corneli

  17. Gianluca Vacca (Associazione Pescara in Comune – Amici di Grillo)

  18. Paola Marchegiani

  19. Enzo Del Vecchio

  20. Antonio Blasioli

  21. Camillo Sulpizio

  22. Fausto Di Nisio

  23. Roberto De Camillis

  24. Marinella Sclocco

  25. Lucrezio Paolini

  26. Camillo Sborgia

  27. Antonio Macera

  28. ‘Nduccio

  29. Caludio Ruffini

  30. Paolo Castellucci (CGIL Abruzzo)

  31. Enzio Fimiani

  32. Silvana Palumbi

  33. Viola Arcuri

  34. Massimiliano Di Pillo (Espressioni Libre)

  35. Renato Di Nicola (Abruzzo Social Forum)

  36. Sciarra Carlo

  37. Celupica Bruno

  38. Adelchi Sulpizio

  39. Marco Fars

  40. Roberto Ettorre (Associazione SOHA).

Sono attese ulteriori decine di adesioni.
Gli organizzatori confidano nella presenza di tutti i cittadini che hanno a cuore i diritti e la democrazia del nostro Paese.

TESSERAMENTO E FASE CONGRESSUALE

 

 

In sintonia con le disposizioni e le scadenze , indicate dall’ufficio di Presidenza Nazionale, il coordinamento regionale dell’Abruzzo nella seduta del 20/2/2010 ha dato conferma dell’avvio alla nuova stagione dei congressi cittadini, provinciali e regionale.

 

E’ nostro dovere ricordare a tutti alcune regole di base:

 

1)    Le adesioni valide ai fini della partecipazione ai congressi sono solo quelle sottoscritte dal 1° gennaio di quest’anno sino, tassativamente, alle ore 20,00 del 29 marzo.

 

2)    La quota ordinaria è di euro 20. Le quote differenziate, di euro 10, sono previste per le persone al di sotto dei 35 anni e al di sopra dei 65 anni.

Le quote differenziate per gli eletti sono le seguenti:

·       euro 100 per Presidenti, Consiglieri, Assessori Provinciali - Sindaci, Consiglieri, Assessori dei comuni sopra i 15000 abitanti;

·        euro 600 per Parlamentari/Europarlamentari/Consiglieri/Assessori Regionali.

 

3)    Le adesioni potranno essere consegnate al responsabile di circolo o al coordinatore provinciale, che provvederanno tempestivamente a trasmetterle alla sede regionale; oppure potranno essere sottoscritte direttamente presso la sede regionale.

“ANCORA IL CONSIGLIO DEI MINISTRI CONTRO GIANNI CHIODI E LE SUE LEGGI”

ORMAI E’ UNA COSTANTE!!!

Le leggi del PDL e di Chiodi approvate dal Consiglio Regionale vengono costantemente impugnate dal Governo Berlusconi davanti alla Corte Costituzionale.

Oggi e’ stato il turno di un pezzo importante dell’ultima finanziaria, con il quale la maggioranza aveva previsto la possibilità di prolungare la permanenza in servizio dei dirigenti ben oltre i limiti massimi fissati dalla normativa statale.

Una disposizione che l’Italia dei Valori aveva ampiamente contestato nel corso della seduta, come purtroppo era avvenuto anche in occasione di tutte le precedenti impugnative del Governo nazionale.

Sempre nello stesso Consiglio dei Ministri e’ stato, inoltre, contestato a Chiodi ed alla sua maggioranza il tentativo di equiparare il personale degli uffici di diretta collaborazione (gli amici degli amici, in buona sostanza) al personale con qualifica dirigenziale di cui al contratto dell’area della dirigenza delle regioni e delle autonomie locali, in questo caso per violazione dei principi costituzionali di uguaglianza, buon andamento ed imparzialità della pubblica amministrazione.

La produttività della giunta Chiodi e della sua maggioranza e’ gia’ del tutto inconsistente.

Se a questo si aggiunge la constatazione che le poche leggi che riescono ad approvare vengono puntualmente contestate dal loro stesso governo ed esposte al rischio di annullamento da parte della Corte Costituzionale - con tutto quello che ne deriva anche in termini di perdite economiche per l’Ente Regione – allora la semplice improduttività si trasforma in manifesta incapacità di governare, che gli abruzzesi non meritano e che l’Abruzzo non può più permettersi.

IDV: COSTANTINI; A L’AQUILA HANNO MANGIATO TUTTO

<<Con Bertolaso e’ tutto fatto in casa!>>. E’ questa la denuncia di Carlo Costantini, Capogruppo IdV alla Regione Abruzzo, relativa alla gestione dell’emergenza ed ai primi interventi di ricostruzione dell’Aquila, dopo il sisma del 6 aprile scorso.

            Spiega Costantini:<<Non solo gli appalti fatti in casa; tutto cio’ che ruota attorno al denaro gestito dalla protezione civile e’ fatto in casa. Prendiamo il caso degli incarichi tecnici a L’Aquila: la progettazione e la direzione dei lavori di decine di cantieri del Progetto C.A.S.E. Una torta di svariate decine di milioni di euro>>, continua Costantini,<<Almeno quelli, penserebbe una persona di buon senso, dovrebbero essere stati affidati a tecnici indipendenti dal “sistema”, a studi tecnici locali, a professionisti abruzzesi associati o comunque ad ingegneri ed architetti scelti con procedure trasparenti ed aperte. E invece no! Anche quei soldi sono rimasti all’interno del “sistema”, a disposizione di chi di quel “sistema” fa parte o di chi – magari grazie ad un massaggio – e’ riuscito ad avvicinarlo>>.

             Il Capogruppo IdV spiega il perché: <<Sia la responsabilita’ del progetto, che la direzione dei lavori sono rimasti nella disponibilita’ esclusiva di Gian Michele Calvi, braccio destro di Bertolaso, che attraverso la Fondazione Eucentre, destinataria dell’incarico e dei relativi compensi, ha selezionato i professionisti da coinvolgere nell’operazione. In verita’, le cose non potevano andare diversamente, non solo e non tanto perche’ Calvi e gli altri non avrebbero mai rinunciato a questa parte del potenziale “bottino”, quanto e soprattutto perche’ la Direzione dei Lavori affidata a professionisti esterni avrebbe potuto aprire una falla nel sistema>>.

            <<I Direttori dei Lavori indipendenti ed autonomi dal “sistema”>>, sottolinea Costantini,<<avrebbero, infatti, potuto: 1) accertare che il Progetto c.a.s.e. e’ uno sperpero di denaro pubblico senza precedenti; 2) impedire o scoprire “magagne” tra la protezione civile e le imprese appaltatrici ed addirittura opporsi e dununciarle; 3) riscontrare dall’interno che il Progetto c.a.s.e. e’ completamente illogico ed irrazionale anche sul piano tecnico, considerato che e’ invasivo per il territorio al pari di qualsiasi altro progetto che utilizza diffusamente il cemento armato, ma e’ al tempo stesso provvisorio per la qualita’ e le caratteristiche dei materiali utilizzati; costera’ complessivamente (espropri ed urbanizzazioni inclusi) il triplo di quanto sarebbe costato un edificio realizzato nel pieno rispetto delle normative antisismiche vigenti; ha costretto e continua a costringere lo Stato - per i suoi lunghi tempi di realizzazione e per la sua insufficienza quantitativa – a spendere centinaia di milioni di euro per prolungare la permanenza di decine di migliaia di aquilani negli alberghi o in sistemazione autonoma>>.

            <<Meglio, quindi, non correre rischi>>, conclude Costantini, <<e mangiarsi, dopo la torta, pure i piatti e le posate>>.

PROTEZIONE CIVILE: COSTANTINI (IDV); L’AQUILA E LA MADDALENA, ALCUNE COINCIDENZE; SUBITO UNA COMMISSIONE DI INCHIESTA SUL SISTEMA BERTOLASO IN ABRUZZO

Non ho avuto la possibilita’ di approfondire la conoscenza di Bertolaso e non posso di conseguenza esprimere giudizi sulla sua persona, salvo l’augurio che possa dimostrare al piu’ presto la propria estraneita’ ai fatti.

E tuttavia non riesco a non mettere in relazione lo scandalo giudiziario che ha coinvolto questa mattina le strutture della Protezione Civile con due domande che per mesi il Governo e la Protezione Civile hanno lasciato senza risposta.

Perche’ anche a L’Aquila la gestione degli appalti – salva la pubblicazione di dati insignificanti – e’ rimasta letteralmente secretata, impedendo a chiunque di acquisire gli elementi di conoscenza essenziali per esercitare una funzione minima di controllo?

Perche’ l’Abruzzo, sia nella fase immediatamente successiva al sisma, con l’emarginazione del Presidente della Regione dai compiti commissariali, che nella stessa fase successiva al passaggio di consegne tra Bertolaso e Chiodi, con la scelta di conservare come soggetto attuatore (ovvero il soggetto che materialmente gestisce le gare di appalto ed i relativi miliardi di euro) un organismo come il Provveditorato alle OO.PP. direttamente dipendente dal Governo Berlusconi, e’ stato sempre tenuto fuori e continua ad essere tenuto fuori dalla gestione degli appalti?

Sarebbe da ipocriti non mettere in relazione le notizie che cominciano ad emergere dall’inchiesta con queste due anomalie che, per quanto da mesi sotto gli occhi di tutti, in pochi hanno avuto il coraggio di denunciare.

L’Italia dei Valori chiede l’istituzione di una commissione di inchiesta del Consiglio Regionale sul “sistema Bertolaso” in Abruzzo. Una proposta annunciata da Carlo Costantini, capogruppo IdV alla Regione,  che  ha spiegato: <<Ho predisposto, insieme ai miei colleghi di IDV, la richiesta di istituzione di una Commissione di Inchiesta del Consiglio Regionale per fare piena luce sul “Sistema Bertolaso”, sia per la parte relativa alla gestione dell’emergenza, che per la parte relativa ai primi interventi di ricostruzione>>.

Il capogruppo dell’IdV alla Regione ha poi aggiunto : << Per mesi - isolati, inascoltati e spesso aggrediti dai nostri stessi partner di coalizione, incluso Massimo Cialente, Sindaco de L’Aquila – abbiamo chiesto trasparenza nella gestione degli appalti, abbiamo denunciato gli sprechi che si annidavano dietro la gestione di alcuni servizi (si pensi ai soli servizi igienici, nella fase dell’emergenza), abbiamo contestato i prezzi assurdi di realizzazione del Piano C.A.S.E. (2.800,00 al mq.) che hanno letteralmente arricchito i pochi costruttori pescati dal cilindro della Protezione Civile che hanno avuto la fortuna di realizzarli, abbiamo segnalato che anche gli arresti di Pescara del 23 novembre, relativi alla realizzazione della nuova sede ASL a L’Aquila, risultavano perfettamente integrabili e compatibili con il sistema ideato dalla Protezione Civile in Abruzzo>>.

<<Ora>>, ha aggiunto Costantini, <<di fronte allo scandalo che ha coinvolto i vertici della Protezione Civile ed ai tanti struzzi, praticamente tutti, che preferiscono continuare a non vedere, a far finta di nulla, ad esprimere la solita solidarieta’ di facciata, magari perche’ obbligati a tacere, l’Italia dei Valori  pretende l’istituzione di una Commissione di inchiesta del Consiglio Regionale, per ricostruire appalto per appalto, incarico per incarico, le modalita’ di gestione del miliardo di euro ed oltre gia’ speso da Bertolaso a L’Aquila>>.

MASCITELLI (IDV): DAL DECRETO MILLEPROROGHE SOLO SCHIAFFI ALL’ABRUZZO

“Se i parlamentari abruzzesi del centro-destra continuano a fare i servi felici di un Governo , condizionato solo dai poteri forti  e dai diktat della Lega, la nostra regione continuerà a essere mortificata e umiliata in quelle che sono delle legittime aspettative”.

Lo ha dichiarato il senatore Alfonso Mascitelli, coordinatore regionale dell’Italia dei Valori Abruzzo, al termine dei lavori della commissione bilancio che ha esaminato il maxi emendamento del Governo Berlusconi sul quale è stata chiesta la fiducia.

“Il decreto Milleproroghe, con un silenzio inspiegabile – ha proseguito il senatore Mascitelli -, ha avuto tre effetti devastanti sull’Abruzzo. Il primo: se non verrà introdotta una nuova modifica legislativa, le popolazioni colpite dal terremoto dal primo luglio dovranno riprendere a pagare le rate dei tributi e contributi per l’anno 2009 e la quota intera degli stessi relativi all’anno 2010, a spregio delle promesse e degli impegni presi.

Il secondo: le zone franche, già approvate con la finanziaria di Prodi del 2007, non saranno ulteriormente finanziate per il 2010, perché il tetto massimo di spesa è solo quello stabilito per gli anni 2008 e 2009, con buona pace di un adeguato sostegno finanziario alla zona franca di Pescara e a quella da istituire de L’Aquila.

Il terzo: l’emendamento dell’Idv, per la ricollocazione lavorativa dei 1.600 dipendenti del gruppo Villa Pini è stato dichiarato, al pari di altri, decaduto perché il Governo ha posto la fiducia solo sul suo maxi emendamento, rifiutandosi di affrontare il problema. Ma ciò che è vergognoso è che quello che noi chiedevamo per l’Abruzzo, il Governo lo ha concesso per la Puglia e la Basilicata, dove enti del settore della Sanità privata in situazione di crisi, usufruiranno per il 2010 delle disposizioni in materia di concessione del trattamento di mobilità per la durata di 66 mesi (art. 1, comma 5-bis).

Al danno poi si aggiunge la beffa mediatica: quando Chiodi annuncia che, in base all’accordo con la Banca Europea, le imprese abruzzesi beneficeranno di finanziamenti agevolati, si guarda bene dal dire che la FIRA, finanziaria regionale, ha preteso invece il rispetto del pagamento dei mutui alle imprese coinvolte nella tragedia del terremoto o una ricontrattazione degli stessi mutui a un tasso più che raddoppiato”. 

 

I consiglieri regionali Milano e Palomba su via libera dal Consiglio Regionale al cumulo di incarichi

“Ieri, con il solo voto contrario del Gruppo dell’Italia dei Valori, il Consiglio Regionale ha ristretto le cause di incompatibilità dei consiglieri regionali, consentendo loro di ricoprire contemporaneamente anche la carica di Sindaco di piccoli Comuni.

Prima la normativa regionale, coerentemente con i principi fondamentali della legislazione statale, vietava categoricamente il cumulo della carica di consigliere regionale e di Sindaco, in ragione di un evidente conflitto di interessi nel quale si troverebbe il consigliere regionale che – chiamato frequentemente ad assumere decisioni che investono direttamente i Comuni – ricopra in contemporanea anche la carica di Sindaco.

Oggi, grazie a tale modifica, i consiglieri regionali potranno candidarsi e ricoprire contemporaneamente anche la carica di Sindaco in tutti i Comuni con meno di 2.000 abitanti (che in Abruzzo sono ben 150), grazie a un voto targato PD-PDL che, tra l’altro, cambia le regole del gioco a partita già iniziata, considerata l’imminente scadenza elettorale.

Una legge cucita su misura per i consiglieri regionali, probabilmente esposta al rischio di incostituzionalità, finalizzata esclusivamente a tutelare gli interessi di una casta che allontana ulteriormente l’Istituzione regionale dai Cittadini”.

Luigi Milano e Cesare D’Alessandro su modifica legge elettorale

“Non si cambiano le regole del gioco poco prima di scendere in campo”

“È inopportuna sotto il profilo procedurale, nonché troppo modesta e parziale, la modifica alla legge elettorale che riduce le incompatibilità, varata dal Consiglio Regionale in un connubio tra PDL e PD e il voto contrario esclusivo dell’Italia dei Valori. Da domani i consiglieri regionali potranno fare anche i sindaci di piccoli comuni. Se lo sono decisi da soli gli stessi consiglieri regionali a difesa esclusiva dei propri interessi. Una modifica troppo velocemente esaminata da una commissione speciale riunita in seduta straordinaria il giorno prima della seduta di Consiglio, approvata senza il ponderato esame che una legge elettorale richiederebbe proprio per la sua natura. L’Italia dei Valori non adotta due pesi e due misure, sul piano nazionale e su quello regionale, in relazione a quelle che sono, sempre e comunque, leggi ad personam; pertanto ribadisce con forza la propria contrarietà alla legge, auspicando la bocciatura a livello governativo”.

CONGRESSO NAZIONALE IDV: mozione Abruzzo

Nelle ultime elezioni regionali, svoltesi a dicembre 2008 in Abruzzo, i cittadini che hanno esercitato il loro diritto al voto sono stati soltanto il 52% degli aventi diritto. Questo dato preoccupante, per noi, è stato il sintomo di una ribellione e di un fastidio per la politica e per le forze politiche che, esplosa in occasione dell’emergenza morale, trova le sue radici nelle difficoltà con cui tanti cittadini sono quotidianamente alle prese, e nella loro diffidenza motivata sui comportamenti e sulle azioni interessate adottati dalla politica di professione.
La straordinaria missione del nostro congresso sarà proprio quella non più di domandare agli addetti ai lavori cosa può offrire di nuovo la politica al paese, alla società, ai cittadini…, ma di scoprire insieme cosa chiedono i cittadini, il mondo globalizzato e localizzato alla politica.
Abbiamo per questo due responsabilità chiare. La prima: il progetto dell’Idv riguarda tutti. Compresi coloro che non vi aderiscono o non l’hanno votato. Per l’ovvia ragione che la sua affermazione e il suo rafforzamento sono utili non solo per rendere meno fragile e contraddittorio l’attuale bipolarismo, ma soprattutto per contrastare una deriva democratica di cui ogni giorno si fanno più inquietanti i sintomi.
La seconda: continuare a strutturare il nostro Partito con organismi politici partecipativi, cioè allargati, aperti, inclusivi, flessibili, leggeri, trasparenti, che facciano della partecipazione dal basso e della cittadinanza attiva il fulcro del principio costituzionale, secondo il quale ognuno può concorrere con metodo democratico a determinare la politica ad ogni livello.
Negli ultimi due anni la regione Abruzzo è stata travolta da gravissime vicende giudiziarie, che hanno delineato un tessuto politico-economico devastato da connivenze criminali, corruzione imperante e inefficienze gravi e che hanno sconvolto gli equilibri politici e reso centrale il ruolo del nostro partito.
L’Idv ha rappresentato e rappresenta una risposta forte al bisogno di moralità e alla crisi di democrazia. Una crisi profonda. Una crisi che ha prodotto ferite profonde nella nostra regione e nella nostra società, allargando lo spazio delle ingiustizie, delle disuguaglianze, delle povertà. Contrapponendo in modo intollerabile libertà e solidarietà, sviluppo e coesione sociale, diritti e doveri e rendendo insopportabile il divario tra garantiti e non garantiti.
Condividendo la linea politica intrapresa da tempo dal nostro Presidente, On. Di Pietro, quello che ci aspettiamo e vogliamo contribuire a far crescere, è dunque un partito profondamente riformista, radicato e dunque rappresentativo dell’intera società nazionale e locale, capace di declinare al futuro le sue diverse culture democratiche, e di costruire su queste basi la sfida alla destra.
Un partito che, nel quadro della democrazia bipolare dell’alternanza, rappresenti il soggetto riformatore capace di mettere in campo, con pari dignità, una proposta di governo nazionale, regionale e locale competitiva e una nuova alleanza in grado non solo di vincere ma di governare e amministrare.
Un partito laico e plurale che fa della contaminazione tra le visioni del mondo e le culture politiche una straordinaria occasione di arricchimento reciproco e un argine efficace contro tutti gli integralismi, siano essi religiosi o, ancora più gravi, ideologici.
L’Abruzzo, come il resto del nostro Paese, vive una fase storica molto difficile, caratterizzata da una condizione di emergenza sul piano economico, sociale e morale, accentuata dal dramma del terremoto che ha sconvolto la città di L’Aquila e un vasto territorio comprensoriale.
Il terremoto del 6 Aprile 2009 ha distrutto la città capoluogo di Regione e tanti Comuni, ma ha anche messo seriamente in crisi il tessuto sociale ed economico, producendo un ulteriore e grave indebolimento delle capacità produttive ed occupazionali di un territorio in difficoltà già prima del sisma.
L’Idv ritiene che la ricostruzione - che deve fare i conti con una gestione centralistica, mediatica e discrezionale, carente di informazione e di trasparenza - sia una questione non solo regionale, ma nazionale e debba, pertanto, vedere impegnate tutte le Istituzioni e le Forze Politiche.
Il progetto di rinascita della città deve essere inquadrato dentro un disegno più ampio ed articolato non solo sul piano provinciale e regionale, e deve perseguire ed esaltare gli obiettivi caratterizzanti: identità, ricostruzione, sviluppo.
Per noi dell’Idv, la ricostruzione dell’Aquila deve essere intesa come diritto alla rinascita e non all’assistenza e deve corrispondere, da una parte, ad un’idea progettuale definita dalle forze economiche, sociali, culturali e politiche del territorio e non subita da poteri eterodiretti, e dall’altra ai requisiti di legalità e di qualità, trasformando le macerie da ostacoli o affari, in risorse per un nuovo sviluppo sostenibile. Uno degli obiettivi strategici è rappresentato dalla candidatura dell’Aquila a Capitale Europea della Cultura nel 2019, che l’Idv ha proposto in un convegno pubblico e che il Consiglio regionale ha approvato con un emendamento Idv.
Rilanciare la vocazione culturale della città dell’Aquila significa avviare la ricostruzione pensando ad un progetto di sviluppo ambizioso ed identitario, significa trasformare una tragedia collettiva in una grande opportunità di crescita economica e di cambiamento per tutta la Regione.
Oltre ai progetti, però, c’è necessità di strumenti di garanzia e di verifica per assicurare trasparenza ed efficacia degli interventi, considerato che la vicenda del terremoto, con tutti i problemi connessi alla ricostruzione ed alla gestione dei finanziamenti, si svilupperà in un arco temporale di molti anni.
A tal fine, è opportuno che il Partito preveda l’istituzione del Dipartimento Nazionale per la ricostruzione post terremoto: i motivi sono diversi e tutti ugualmente importanti.
La ricostruzione edilizia, economica sociale e culturale della città richiederà uno sforzo ingente e lungo nel tempo che ha bisogno di sostegno non solo finanziario ma anche di pensiero, con il contributo di esperienze e competenze di altre regioni. Il Dipartimento è uno strumento che ne consentirebbe il coordinamento, che può e deve anche riflettere sul grande tema della prevenzione sismica, attraverso una serie di iniziative volte a diffondere la cultura edilizia e comportamentale della sicurezza visto che l’Italia è un paese in grande percentuale ad elevato rischio sismico. Il Dipartimento, infine, potrà svolgere anche un compito di controllo e vigilanza sull’utilizzo dei finanziamenti per la ricostruzione, tenendo alto il senso di responsabilità nell’interesse esclusivo dei cittadini.
Un partito che si pone come alternativa di governo deve dare il giusto peso al settore Istruzione, Università e Ricerca perché si tratta di un settore strategico per le moderne società democratiche che si muovono sempre più nella direzione del sapere e della conoscenza. Istruzione, Universita’ e ricerca sono il ponte naturale che a partire dalla trasmissione di cultura, competenze e professionalità crea un forte collegamento con il mondo del lavoro.
E l’emergenza lavoro dovrà essere una delle priorità del nostro programma politico. In Abruzzo, la CIG è aumentata del 439%, l’indennità di disoccupazione del 68%, la mobilità del 15%. Il complesso degli ammortizzatori sociali più importanti, nel periodo gennaio-dicembre 2009, ha raggiunto in Abruzzo la cifra di 36.250 unità. Aumenta la mortalità delle piccole e medie imprese.
“Dalla parte dei cittadini” significa soprattutto dalla parte dei soggetti più deboli e meno tutelati, ossia di coloro che, a prescindere dalla categoria alla quale appartengono, lavoratori dipendenti o autonomi, lavoro femminile, professionisti o piccoli imprenditori, necessitano del sostegno e dell’azione concreta delle Istituzioni.
Nell’«Italia dei Valori», il lavoro è e dovrà essere un «Valore».
E noi vogliamo affrontare i temi del lavoro senza posizioni ideologiche precostituite e attraverso un approccio pragmatico in grado di analizzare i complessi cambiamenti del mercato del lavoro e prestare ascolto alle esigenze dei diversi protagonisti del sistema economico. Una forte attenzione è rivolta a quelle nuove e sempre più diffuse figure di precariato che, per la loro incerta configurazione giuridica ed economica, restano spesso prive di tutela.
L’Italia dei Valori dovrà farsi carico anche dei problemi più contingenti ed immediati legati alle diffuse crisi aziendali che negli ultimi mesi stanno lasciando drammaticamente senza reddito numerosi lavoratori dipendenti, oltre a mettere in seria difficoltà la complessa realtà industriale del nostro Paese. Senza trascurare altri drammi quali le “morti bianche”, legate troppo spesso al mancato rispetto delle norme sulla sicurezza dei luoghi di lavoro, e lo sfruttamento illegale e disumano dei lavoratori immigrati.
L’azione scellerata del Governo, pur omettendo di intervenire direttamente sull’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, mira a svuotare dall’interno l’impianto normativo di tutela dei lavoratori, e il risultato è quello di lasciare il lavoratore ancora più solo nella dinamica dei rapporti di forza con il datore di lavoro, cui viene attribuita la facoltà di deroghe peggiorative rispetto a leggi e contratti collettivi, che minano alla radice l’ispirazione costituzionale del nostro diritto del lavoro.
Il territorio dell’Abruzzo è cosparso anche di una miriade di aziende agricole che sono un elemento vitale per la nostra economia e che vivono oggi le difficoltà sia del mercato internazionale e sia di una crisi di rappresentanza politica. Il nostro obiettivo sarà anche quello di dare voce a una quota del Paese lasciata all’abbandono, aiutandola a reagire meglio ai segnali del mercato e a far fronte alle nuove sfide, avanzando proposte di modernizzazione e semplificazione delle politiche agricole comunitarie ed eliminando le inutili restrizioni attualmente vigenti nei confronti degli agricoltori.
La crisi economica, per noi, non può significare riduzione dello stato sociale, come vorrebbe il centro-destra, ma con essa occorre fare i conti per ripensare il sistema dei servizi offerto ai cittadini.
La nostra tradizione culturale sostiene che un sistema economico è tanto più giusto quanto più è capace di favorire la redistribuzione della ricchezza dalla comunità nazionale.
Riqualificazione e non riduzione dello stato sociale, allora, ma non solo “per giustizia”, bensì anche perché ridurre gli investimenti sociali è un’operazione dannosa per l’economia solidale e per la coesione sociale.
Ovviamente non basta contrastare i “tagli” al sociale. In direzione opposta occorre perseguire una logica di maggiori investimenti: perché ci sia più personale, più qualificato; perché ci siano più strumenti e sedi, ovvero più servizi.
Vogliamo difendere, con azioni concrete, l’ambiente, non solo perché è risorsa e garanzia di una qualità di vita per i nostri figli, ma anche straordinaria opportunità di sviluppo economico e turistico della nostra regione. Per questo, in Abruzzo, vogliamo bloccare il progetto denominato Ombrina Mare 2 che tradotto significa la realizzazione di una raffineria di idrocarburi in mare, a soli 6 chilometri dalla costa abruzzese, un progetto che rappresenta una vera e propria minaccia dal punto di vista ecologico, economico e di immagine per quella che vuole essere la Regione Verde d’Europa.
Malgrado tutto, sia la nostra regione che il resto del Paese conservano anticorpi sufficienti per uscire, anche questa volta, dalle sue difficoltà, aggravate dall’immobilismo del centro-destra. Perché ciò avvenga non basta però invocare vaghe «riforme morali ed intellettuali», per quanto sempre desiderabili. Se si vuole rimediare ai guasti prodotti a tutti i livelli dall’antipolitica e cercare di fare risalire la china del Paese, è piuttosto indispensabile che molti e soprattutto i giovani vengano messi nella condizione di potere ritrovare una nuova passione e l’orgoglio dell’impegno politico e sociale.
Proprio per questo il destino dell’Idv non può che riguardare tutti, per lo meno tutti coloro che hanno a cuore le sorti della nostra democrazia.

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