COSTANTINI E MASCITELLI IN DIFESA DEL RETTORE DELL’AQUILA
Di Ufficio Stampa il 26 Gen, 2010 in evidenza, giovani
Al Rettore Di Orio, oggetto di un durissimo attacco da parte del PDL aquilano, va la piena ed incondizionata solidarietà dell’IDV e di tutti i sinceri democratici che conoscono con quanta abnegazione ed impegno stia ogni giorno in prima linea per restituire a L’Aquila il ruolo che le compete.
Il prof. Di Orio ha usato uno stile e un tono molto misurato e con il suo intervento ha dato un contributo di idee suggerendo di fare a L’Aquila ciò che è stato fatto per Bagnoli, città della scienza.
La principale occupazione per il Rettore, se non l’unica, è quella di garantire a ventimila ragazzi, ai suoi studenti, il diritto di poter studiare. Null’altro!
La virulenza con la quale il PDL aquilano attacca il Rettore Di Orio, reo confesso di non essere del PDL, ma – ancor più grave – reo di condividere il progetto politico dell’IDV, la dice lunga sul “partito dell’amore” che non esita ad utilizzare il peggior frasario leghista per infangare un uomo proveniente dalla migliore cultura e scienza della nostra regione, stimato sul piano nazionale ed internazionale.
Ferma la reazione del coordinatore regionale dell’IDV Alfonso Mascitelli, che ha dichiarato: “Il clima di regime viene trasferito da Roma a L’Aquila. Dopo le intimidazioni al silenzio rivolte alla Magistratura prima e poi al Governatore della Banca d’Italia e agli organi di stampa, ora è la volta, qui in Abruzzo, delle istituzioni universitarie di cui si cerca, colpendo un’autorevole personalità, di minare la libertà di pensiero e l’autonomia di giudizio. Se il PDL abruzzese, per sviare l’attenzione sui problemi veri e concreti e sulla sua incapacità a risolverli, pretende che nessuno debba parlare in dissenso, rispediremo queste vili intimidazioni al mittente”.
Altrettanto dura la reazione del capogruppo regionale Carlo Costantini: “Non ho mai visto il simbolo dell’Università dell’Aquila e le proprie sedi coinvolte in iniziative smaccatamente di partito, con la presenza da protagonisti di esponenti di una sola parte politica. Diversamente, proprio in questi giorni Pescara e Chieti sono inondate da centinaia di manifesti nei quali spicca il simbolo dell’Università D’Annunzio ed i nominativi di ben tre parlamentari del PDL, che non mi risultano rappresentare il Governo, né mi risultano espressione del mondo scientifico ed accademico.
Il Partito delle Libertà è talmente libero da permettersi di occupare anche fisicamente le sedi universitarie; chi non la pensa allo stesso modo deve invece tacere o addirittura deve essere riconosciuto come indegno a ricoprire ruoli di vertice, anche se rappresenta l’unica istituzione che può dire di avere già vinto la propria sfida del dopo terremoto.
Emerge anche in questo l’ipocrisia di un PDL che quando parla non fa mai lo sforzo di mettersi davanti allo specchio”.
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