DALLA PARTE DEI CITTADINI

CONGRESSO NAZIONALE IDV: mozione Abruzzo

Nelle ultime elezioni regionali, svoltesi a dicembre 2008 in Abruzzo, i cittadini che hanno esercitato il loro diritto al voto sono stati soltanto il 52% degli aventi diritto. Questo dato preoccupante, per noi, è stato il sintomo di una ribellione e di un fastidio per la politica e per le forze politiche che, esplosa in occasione dell’emergenza morale, trova le sue radici nelle difficoltà con cui tanti cittadini sono quotidianamente alle prese, e nella loro diffidenza motivata sui comportamenti e sulle azioni interessate adottati dalla politica di professione.
La straordinaria missione del nostro congresso sarà proprio quella non più di domandare agli addetti ai lavori cosa può offrire di nuovo la politica al paese, alla società, ai cittadini…, ma di scoprire insieme cosa chiedono i cittadini, il mondo globalizzato e localizzato alla politica.
Abbiamo per questo due responsabilità chiare. La prima: il progetto dell’Idv riguarda tutti. Compresi coloro che non vi aderiscono o non l’hanno votato. Per l’ovvia ragione che la sua affermazione e il suo rafforzamento sono utili non solo per rendere meno fragile e contraddittorio l’attuale bipolarismo, ma soprattutto per contrastare una deriva democratica di cui ogni giorno si fanno più inquietanti i sintomi.
La seconda: continuare a strutturare il nostro Partito con organismi politici partecipativi, cioè allargati, aperti, inclusivi, flessibili, leggeri, trasparenti, che facciano della partecipazione dal basso e della cittadinanza attiva il fulcro del principio costituzionale, secondo il quale ognuno può concorrere con metodo democratico a determinare la politica ad ogni livello.
Negli ultimi due anni la regione Abruzzo è stata travolta da gravissime vicende giudiziarie, che hanno delineato un tessuto politico-economico devastato da connivenze criminali, corruzione imperante e inefficienze gravi e che hanno sconvolto gli equilibri politici e reso centrale il ruolo del nostro partito.
L’Idv ha rappresentato e rappresenta una risposta forte al bisogno di moralità e alla crisi di democrazia. Una crisi profonda. Una crisi che ha prodotto ferite profonde nella nostra regione e nella nostra società, allargando lo spazio delle ingiustizie, delle disuguaglianze, delle povertà. Contrapponendo in modo intollerabile libertà e solidarietà, sviluppo e coesione sociale, diritti e doveri e rendendo insopportabile il divario tra garantiti e non garantiti.
Condividendo la linea politica intrapresa da tempo dal nostro Presidente, On. Di Pietro, quello che ci aspettiamo e vogliamo contribuire a far crescere, è dunque un partito profondamente riformista, radicato e dunque rappresentativo dell’intera società nazionale e locale, capace di declinare al futuro le sue diverse culture democratiche, e di costruire su queste basi la sfida alla destra.
Un partito che, nel quadro della democrazia bipolare dell’alternanza, rappresenti il soggetto riformatore capace di mettere in campo, con pari dignità, una proposta di governo nazionale, regionale e locale competitiva e una nuova alleanza in grado non solo di vincere ma di governare e amministrare.
Un partito laico e plurale che fa della contaminazione tra le visioni del mondo e le culture politiche una straordinaria occasione di arricchimento reciproco e un argine efficace contro tutti gli integralismi, siano essi religiosi o, ancora più gravi, ideologici.
L’Abruzzo, come il resto del nostro Paese, vive una fase storica molto difficile, caratterizzata da una condizione di emergenza sul piano economico, sociale e morale, accentuata dal dramma del terremoto che ha sconvolto la città di L’Aquila e un vasto territorio comprensoriale.
Il terremoto del 6 Aprile 2009 ha distrutto la città capoluogo di Regione e tanti Comuni, ma ha anche messo seriamente in crisi il tessuto sociale ed economico, producendo un ulteriore e grave indebolimento delle capacità produttive ed occupazionali di un territorio in difficoltà già prima del sisma.
L’Idv ritiene che la ricostruzione - che deve fare i conti con una gestione centralistica, mediatica e discrezionale, carente di informazione e di trasparenza - sia una questione non solo regionale, ma nazionale e debba, pertanto, vedere impegnate tutte le Istituzioni e le Forze Politiche.
Il progetto di rinascita della città deve essere inquadrato dentro un disegno più ampio ed articolato non solo sul piano provinciale e regionale, e deve perseguire ed esaltare gli obiettivi caratterizzanti: identità, ricostruzione, sviluppo.
Per noi dell’Idv, la ricostruzione dell’Aquila deve essere intesa come diritto alla rinascita e non all’assistenza e deve corrispondere, da una parte, ad un’idea progettuale definita dalle forze economiche, sociali, culturali e politiche del territorio e non subita da poteri eterodiretti, e dall’altra ai requisiti di legalità e di qualità, trasformando le macerie da ostacoli o affari, in risorse per un nuovo sviluppo sostenibile. Uno degli obiettivi strategici è rappresentato dalla candidatura dell’Aquila a Capitale Europea della Cultura nel 2019, che l’Idv ha proposto in un convegno pubblico e che il Consiglio regionale ha approvato con un emendamento Idv.
Rilanciare la vocazione culturale della città dell’Aquila significa avviare la ricostruzione pensando ad un progetto di sviluppo ambizioso ed identitario, significa trasformare una tragedia collettiva in una grande opportunità di crescita economica e di cambiamento per tutta la Regione.
Oltre ai progetti, però, c’è necessità di strumenti di garanzia e di verifica per assicurare trasparenza ed efficacia degli interventi, considerato che la vicenda del terremoto, con tutti i problemi connessi alla ricostruzione ed alla gestione dei finanziamenti, si svilupperà in un arco temporale di molti anni.
A tal fine, è opportuno che il Partito preveda l’istituzione del Dipartimento Nazionale per la ricostruzione post terremoto: i motivi sono diversi e tutti ugualmente importanti.
La ricostruzione edilizia, economica sociale e culturale della città richiederà uno sforzo ingente e lungo nel tempo che ha bisogno di sostegno non solo finanziario ma anche di pensiero, con il contributo di esperienze e competenze di altre regioni. Il Dipartimento è uno strumento che ne consentirebbe il coordinamento, che può e deve anche riflettere sul grande tema della prevenzione sismica, attraverso una serie di iniziative volte a diffondere la cultura edilizia e comportamentale della sicurezza visto che l’Italia è un paese in grande percentuale ad elevato rischio sismico. Il Dipartimento, infine, potrà svolgere anche un compito di controllo e vigilanza sull’utilizzo dei finanziamenti per la ricostruzione, tenendo alto il senso di responsabilità nell’interesse esclusivo dei cittadini.
Un partito che si pone come alternativa di governo deve dare il giusto peso al settore Istruzione, Università e Ricerca perché si tratta di un settore strategico per le moderne società democratiche che si muovono sempre più nella direzione del sapere e della conoscenza. Istruzione, Universita’ e ricerca sono il ponte naturale che a partire dalla trasmissione di cultura, competenze e professionalità crea un forte collegamento con il mondo del lavoro.
E l’emergenza lavoro dovrà essere una delle priorità del nostro programma politico. In Abruzzo, la CIG è aumentata del 439%, l’indennità di disoccupazione del 68%, la mobilità del 15%. Il complesso degli ammortizzatori sociali più importanti, nel periodo gennaio-dicembre 2009, ha raggiunto in Abruzzo la cifra di 36.250 unità. Aumenta la mortalità delle piccole e medie imprese.
“Dalla parte dei cittadini” significa soprattutto dalla parte dei soggetti più deboli e meno tutelati, ossia di coloro che, a prescindere dalla categoria alla quale appartengono, lavoratori dipendenti o autonomi, lavoro femminile, professionisti o piccoli imprenditori, necessitano del sostegno e dell’azione concreta delle Istituzioni.
Nell’«Italia dei Valori», il lavoro è e dovrà essere un «Valore».
E noi vogliamo affrontare i temi del lavoro senza posizioni ideologiche precostituite e attraverso un approccio pragmatico in grado di analizzare i complessi cambiamenti del mercato del lavoro e prestare ascolto alle esigenze dei diversi protagonisti del sistema economico. Una forte attenzione è rivolta a quelle nuove e sempre più diffuse figure di precariato che, per la loro incerta configurazione giuridica ed economica, restano spesso prive di tutela.
L’Italia dei Valori dovrà farsi carico anche dei problemi più contingenti ed immediati legati alle diffuse crisi aziendali che negli ultimi mesi stanno lasciando drammaticamente senza reddito numerosi lavoratori dipendenti, oltre a mettere in seria difficoltà la complessa realtà industriale del nostro Paese. Senza trascurare altri drammi quali le “morti bianche”, legate troppo spesso al mancato rispetto delle norme sulla sicurezza dei luoghi di lavoro, e lo sfruttamento illegale e disumano dei lavoratori immigrati.
L’azione scellerata del Governo, pur omettendo di intervenire direttamente sull’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, mira a svuotare dall’interno l’impianto normativo di tutela dei lavoratori, e il risultato è quello di lasciare il lavoratore ancora più solo nella dinamica dei rapporti di forza con il datore di lavoro, cui viene attribuita la facoltà di deroghe peggiorative rispetto a leggi e contratti collettivi, che minano alla radice l’ispirazione costituzionale del nostro diritto del lavoro.
Il territorio dell’Abruzzo è cosparso anche di una miriade di aziende agricole che sono un elemento vitale per la nostra economia e che vivono oggi le difficoltà sia del mercato internazionale e sia di una crisi di rappresentanza politica. Il nostro obiettivo sarà anche quello di dare voce a una quota del Paese lasciata all’abbandono, aiutandola a reagire meglio ai segnali del mercato e a far fronte alle nuove sfide, avanzando proposte di modernizzazione e semplificazione delle politiche agricole comunitarie ed eliminando le inutili restrizioni attualmente vigenti nei confronti degli agricoltori.
La crisi economica, per noi, non può significare riduzione dello stato sociale, come vorrebbe il centro-destra, ma con essa occorre fare i conti per ripensare il sistema dei servizi offerto ai cittadini.
La nostra tradizione culturale sostiene che un sistema economico è tanto più giusto quanto più è capace di favorire la redistribuzione della ricchezza dalla comunità nazionale.
Riqualificazione e non riduzione dello stato sociale, allora, ma non solo “per giustizia”, bensì anche perché ridurre gli investimenti sociali è un’operazione dannosa per l’economia solidale e per la coesione sociale.
Ovviamente non basta contrastare i “tagli” al sociale. In direzione opposta occorre perseguire una logica di maggiori investimenti: perché ci sia più personale, più qualificato; perché ci siano più strumenti e sedi, ovvero più servizi.
Vogliamo difendere, con azioni concrete, l’ambiente, non solo perché è risorsa e garanzia di una qualità di vita per i nostri figli, ma anche straordinaria opportunità di sviluppo economico e turistico della nostra regione. Per questo, in Abruzzo, vogliamo bloccare il progetto denominato Ombrina Mare 2 che tradotto significa la realizzazione di una raffineria di idrocarburi in mare, a soli 6 chilometri dalla costa abruzzese, un progetto che rappresenta una vera e propria minaccia dal punto di vista ecologico, economico e di immagine per quella che vuole essere la Regione Verde d’Europa.
Malgrado tutto, sia la nostra regione che il resto del Paese conservano anticorpi sufficienti per uscire, anche questa volta, dalle sue difficoltà, aggravate dall’immobilismo del centro-destra. Perché ciò avvenga non basta però invocare vaghe «riforme morali ed intellettuali», per quanto sempre desiderabili. Se si vuole rimediare ai guasti prodotti a tutti i livelli dall’antipolitica e cercare di fare risalire la china del Paese, è piuttosto indispensabile che molti e soprattutto i giovani vengano messi nella condizione di potere ritrovare una nuova passione e l’orgoglio dell’impegno politico e sociale.
Proprio per questo il destino dell’Idv non può che riguardare tutti, per lo meno tutti coloro che hanno a cuore le sorti della nostra democrazia.

4 Commento(i)

  1. L’IdV è ormai l’unica speranza per l’Italia e, ancor di più, forse, per l’Abruzzo: questo è certo!

    Fabio Rosica | 7 Feb, 2010 | Rispondi

  2. Ciao a tutti. Sono appena rientrato dal Congresso e vi devo confessare che è stata un’esperienza importante e che mi ha riscaldato il cuore.
    l’IdV in Abruzzo è una solida realtà e sono sicuro che sarà in grado di dare un importante contributo alla costruzione di un’alternativa di Governo.

    Davide Cecchini | 7 Feb, 2010 | Rispondi

  3. Un grazie di cuore ai dirigenti IdV della regione Abruzzo per aver saputo ricomporre in una mozione organica ed equilibrata le tante proposte stimolanti frutto dell’intenso dibattito che ha animato le assemblee provinciali e l’assemblea regionale dei delegati al Congresso.
    Grazie

    titti cervale | 7 Feb, 2010 | Rispondi

  4. Fusione con il PD di D’Alema, Latorre, Binetti ed i vari politicanti modello-D’Alfonso locali?
    Al limite con Beppe Grillo, che almeno è simpatico. Decidete prima che rinnovi la tessera, così risparmio venti euro.

    Franco Fiadone | 8 Feb, 2010 | Rispondi

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